Dark, Cloud o Ghost Kitchen: come cambia il food delivery

Tra i fattori che possono determinare una importante crescita per il mercato del food service packaging sicuramente un contributo determinante è offerto dal fenomeno delle Dark Kitchen. Fino a qualche anno fa la pratica della consegna di cibo a domicilio era un servizio offerto da un numero limitato di ristoratori e utilizzato da pochissimi clienti. Con le restrizioni alle attività imposte dal virus, tuttavia il fenomeno si è consolidato anche in Italia e l’espressione food delivery è entrata a far parte del lessico comune. Vediamo insieme nel dettaglio di cosa si tratta 

Come si è evoluto il concetto di cibo a domicilio  

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una rapida evoluzione dei ristoranti e delle gastronomie di tutto il mondo; un nuovo approccio è andando via via crescendo in particolare quello verso il digitale, con l’emergere di forme sempre più ibride e flessibili.  Questa metamorfosi si è accentuata con l’avvento della Pandemia, che ha visto molte attività del settore Food dover modificare il proprio modello di business. 

Il food delivery o più comunemente chiamato “cibo a domicilio”, ormai spopola tra le persone di tutte le età e non è più solo prerogativa dei giovani. Diciamoci la verità, cosa c’è di più bello dopo una giornata di intenso lavoro, di studio, oppure il fine settimana nelle serate di pioggia e freddo che ancora viviamo, di una pizza gustata comodamente sul divano di casa, da soli oppure in famiglia?   

Insomma, andare a cena fuori è bello e ci manca, ma farsi portare la cena a casa è un’ottima alternativa. Il mondo si evolve. La cucina pure.  

La crescita sostanziale della domanda a domicilio, ha visto dunque anche ristoranti affermati dover far fronte agli ordini da consegnare ai rider delle varie compagnie che consegnano cibo sul territorio. Da qui la spinta verso un nuovo modello di cucina, votata da una parte a preservare la qualità dei prodotti e dall’altra l’esperienza del consumatore. 

 I dati relativi al food delivery in Italia nel 2020 

I dati elaborati dall’Osservatorio Just Eat il digital food delivery durante il periodo del lockdown in Italia è cresciuto in maniera esponenziale. 

Una crescita che mostra come il settore stia diventando determinante per la ristorazione e la gastronomia dentro e fuori le grandi città. 

Che cosa sono le Dark Kitchen 

Sbarcate in Italia come concept nel 2017 con il nome di Dark Kitchen o Pop Up Kitchen, si tratta in sostanza di cucine senza ristorante in cui i cibi, preparati da una o più persone, vengono consegnati direttamente a domicilio.  

Il cliente, comodamente seduto sul divano di casa, in ufficio, o in qualsiasi altra situazione si trovi, seleziona la cucina giusta per lui. Chiama. L’ordine viene ricevuto dalla Dark Kitchen che è in grado di garantire la consegna in tempi prefissati dalla piattaforma di delivery. Ed ecco che il cibo arriva a destinazione.  

I vantaggi di questo modello di business flessibile sono molteplici. Innanzitutto vi è una sensibile riduzione delle spese per il personale, dei canoni di locazione e dei costi degli arredi. 

Esistono vari tipi di dark kitchen. Quelli più conosciuti sono sostanzialmente due: le cloud kitchen e le ghost kitchen (ciò che differisce è la struttura interna e non il processo). 

Cloud Kitchen 

Si tratta di un modello di ristorante in cui diversi operatori condividono una cucina e molti dei costi operativi. In sostanza possiamo pensarlo come una sorta di co-working per la ristorazione.  

Ghost Kitchen 

Si tratta invece di un modello di ristorante in cui un singolo operatore gestisce una cucina da remoto, all’interno della quale sviluppa uno o più brand esclusivamente dedicati al delivery. La preparazione si svolge all’interno di un locale che non prevede la possibilità di vendere direttamente al pubblico ma solo a domicilio.   

Perché si tratta di un modello attrattivo? 

Come accennato in precedenza sono molteplici i fattori che spingono ristoratori o titolari di gastronomie a scegliere questa nuova forma di attività imprenditoriale. Nello specifico: 

  • Permette di ridurre i costi di affitto dei locali perché condivisi o in format ridotto rispetto ad un vero e proprio ristorante; 
  • Necessita di poco personale, abbattendo i costi del lavoro, e conseguentemente anche delle utenze; 
  • ll modello è estremamente flessibile, potendo adattarsi a diversi contesti, variando menu e formula di consegna, aprendo così anche a collaborazioni tra brand diversi e a  temporary menu. 

Il Food Packging come motore per le Dark Kitchen 

Il concetto stesso legato alle Dark Kitchens non può prescindere da quello di esperienza e coinvolgimento offerti al consumatore. Se prima un cliente entrando in un ristorante, in un pub o in una gastronomia poteva assaporarne l’atmosfera e farsi coinvolgere dall’ambiente, con il food delivery tutto questo passa per il packaging. 

Questo si trasforma da mero “contenitore”, che svolge quindi la funzione di conservare i prodotti freddi o caldi, a vero e proprio veicolo di emozionalità e di marca, brand awareness. 

Se da sempre la pubblicità è stata definita come l’anima del commercio, potremmo dunque dire che il packaging, in questo nuovo contesto evolutivo del settore food, rappresenta l’anima del prodotto. Un’anima che deve far emergere, oltre a ciò che contiene, la Value Proposition che un brand decide di offrire ai suoi consumatori, rendendolo riconoscibile e consentendo dunque di veicolarne i valori aziendali.  

 

 

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