Gastronomie e Macellerie: la nuova tendenza del Ready to Cook

L’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 ha inevitabilmente coinvolto le macellerie e le gastronomie che si sono trovate a fronteggiare situazioni a volte anche inedite con un conseguente aumento del proprio lavoro e delle formule di erogazione dei diversi servizi. In questo particolare momento storico in cui le attività come Gastronomie, Bar, Macellerie, Alimentari e Ristorazione hanno visto stravolgere il processo lavorativo è importante pianificare con premura tutte le attività. 

Come è cambiato l’approccio del settore Food 

Parola d’ordine: prossimità. 

Sono aumentate le vendite di alimenti che promettono di rafforzare le difese immunitarie, quelli ricchi di vitamine e ingredienti benefici, e i prodotti che sottolineano l’italianità e la tracciabilità delle materie prime e della filiera. Le strette alla mobilità e agli spostamenti tra comuni hanno favorito inoltre le attività locali, il negozio sotto casa ma soprattutto le realtà che hanno saputo cogliere il momento e rivedere i processi. Al negoziante i clienti hanno cominciato a chiedere non solo di essere garante di sicurezza e qualità ma anche di offrire servizi innovativi, ordini online e consegna a domicilio. Un settore Food 4.0. che nonostante la digitalizzazione di alcuni servizi, non tralascia il profilo umano del proprio lavoro, prestando attenzione alle esigenze di ognuno. 

Due italiani su tre hanno cambiato le proprie abitudini anche per la spesa alimentare rispetto a prima del lockdown: se prima gran parte faceva raramente o mai la spesa online, ora questa percentuale è decisamente aumentata, mentre il 25% preferisce il delivery. 

Ricevere la spesa a domicilio è più sicuro rispetto a recarsi a fare la spesa, ma anche lo smartworking ha stravolto le abitudini: si mangia fuori sempre meno di frequente e quindi si fanno più acquisti per prepararsi in autonomia il pranzo o la cena. Una buona notizia? Un netto miglioramento della qualità dell’alimentazione. 

Boom per i pronti da cuocere  

La ‘Spesa a domicilio”, nata durante le settimane del primo lockdown, cambia veste e si rinnova, diventa più interattiva con alcune funzioni in più semplici da usare, un’opportunità che si amplia per le attività e per i cittadini. Ma non solo. Anche la domanda diventa più smart. 

Aumentano le richieste per i cosiddetti “ready to cook” (ossia lavorazioni primi piatti, hamburger, macinato e polpette), per riprodurre in casa propria l’esperienza di una serata speciale. O almeno in parte, senza bisogno di avere uno chef a domicilio.  

Cosa sono i servizi di delivery “ready to cook”?  

In sostanza non si riceve più il piatto pronto, rischiando che si rovini durante il trasporto o arrivi a destinazione tiepido, ma gli ingredienti sono già pronti da riscaldare o ravvivare in pochi minuti, e vengono disposti in contenitori appositi che ne garantiscono l’integrità. 

Il packaging Ready to Cook 

Non più solo pizza a domicilio ma anche piatti da ristorante direttamente a casa; proprio per questo è importante scegliere gli imballaggi giusti per cibi pronti e caldi, che garantiscano la corretta conservazione durante un trasporto breve. 

La richiesta commerciale di preparati freschi, accattivanti, sicuri, pronti all’uso e allo stesso tempo ben conservati, implica la necessità di utilizzare metodi di confezionamento all’avanguardia e che rispettino il prodotto. 

Valvole in grado di far uscire il vapore durante la cottura o imballaggi che sostituiscono le pentole, sono solo alcune delle tecnologie applicate su questa tipologia di contenitori. 

 

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